Sara Tabarelli

Come dividere il carico mentale migliorerà la tua vita

Il carico mentale è quella vocina assillante che ti perseguita con promemoria su cosa comprare per la cena di questa sera, chi chiamare per stare con il tuo bambino che ha preso la mononucleosi mentre tu e tuo marito siete al lavoro, su quando fare le lavatrici, stenderle ed essere sicura che sia tutto asciutto per essere stirato.

 

Assumere il ruolo di direttore della casa comporta il controllo di dozzine di compiti.

 

Cosa è quindi il carico mentale?

Questo è il carico mentale: tenere traccia di dove devono essere tutti i membri della famiglia, dei loro bisogni fisici ed emotivi e della gestione delle responsabilità domestiche.

Se la tua famiglia ha interiorizzato i ruoli di genere della tua infanzia, tramandati dall’infanzia dei tuoi genitori e così via, ci sono buone probabilità che la donna di casa porti la stragrande maggioranza del carico mentale. E c’è una buona possibilità che si sia assunta da sola l’onere.

 

Col la pubblicazione del capolavoro “Bastava Chiedere” di Emma abbiamo visto l’elefante nella stanza.

Sembra che finalmente abbiamo acquistato il paio di occhiali giusti che ci permettono di vedere una cosa finora a noi invisibile: il carico mentale e, improvvisamente, milioni di donne si sono sentite viste.

 

Il carico mentale è tutto il lavoro di pensiero, pianificazione, organizzazione ed emotivo per mantenere una famiglia, una casa, un lavoro, del tempo libero (per gli hobby dei figli, non per te…).

 

Le femministe parlano da decenni del carico mentale.

Perché ci è voluto così tanto tempo per riconoscere questo lavoro come vero e proprio lavoro?

 

Prima di tutto perchè il carico mentale è invisibile, quindi spesso non “vediamo” i carichi mentali nostri o degli altri.

 

Secondariamente, il carico mentale è diverso da qualsiasi altra forma di lavoro domestico perché non ha un orario chiaro di inizio e fine.

Sfortunatamente non timbriamo il cartellino. Sfortunatamente (almeno in Italia) non siamo retribuite per il lavoro domestico.

Gli studiosi hanno da tempo dimostrato che le donne svolgono più lavori domestici degli uomini, anche quando esse guadagnano di più.

 

Se ci sembra normalità pensare che la moglie svolge la maggior parte del lavoro domestico quando è disoccupata o fa un umile lavoro part-time (per esempio), sappiate che sarà sempre lei a sostenere il carico mentale del lavoro domestico anche quando sarà il primario di chirurgia o quando sarà amministratrice delegata di una nota azienda di real estate. Rincuorante? Non molto, vero?

Cogli l’attimo per capire come migliorare questa situazione!

 

Il carico mentale non è un lavoro a turni: non è possibile cronometrare il carico mentale o lasciare il carico mentale a casa quando si arriva al lavoro. Piuttosto, le persone lo portano con sè tutto il giorno e rimuginano sulle loro cose da fare mentre svolgono altre attività.  Sappiamo che sopportare un medio livello di stress ma costante è deleterio per la nostra salute e sappiamo che le madri riferiscono sentimenti di intenso sovraccarico, ansia e talvolta senso di colpa. 

 

Conoscere in che modo il carico mentale contribuisce alla formazione di questi sentimenti permette di gestirne e compensarne il peso.

Se stai leggendo ancora, e se ti ritrovi nella descrizione qui sopra, probabilmente per te ora è un momento di grande stress ma anche di grandi opportunità.

 

 Si è soliti dividere il carico mentale in tre tipologie:

1. Lavoro cognitivo: Il lavoro cognitivo paragona la gestione di una famiglia alla gestione di un’azienda. Oltre al lavoro fisico necessario e alle esigenze logistiche, è richiesta un’enorme quantità di pensiero. Prendere le giuste decisioni strategiche e tattiche richiede intelligenza, resistenza ed energia.Dagli appuntamenti propri, dei figli, della casa, c’è molto lavoro mentale che serve per mantenere una famiglia funzionante a pieno regime. Organizzare e tenere traccia di queste responsabilità pratiche è lavoro e richiede tanto impegno e determinazione quanto un lavoro fuori casa.

2. Lavoro emotivo: Una casa è un luogo sicuro, o almeno dovrebbe esserlo. E come ogni genitore sa, è anche il luogo in cui è più probabile che si manifestino sentimenti importanti e occasionalmente travolgenti. Mantenere le dinamiche emotive della famiglia in un modo che funzioni per tutti può richiedere molto spazio mentale ed energia. 

3. Carico mentale “vero e proprio”: Il carico mentale è dove questi due tipi di lavoro molto diversi si scontrano, dove il pratico incontra l’emotivo. La sfida unica di trovare modi per essere sia un efficiente capofamiglia che un aiutante empatico e compassionevole per gli altri membri di una squadra domestica non è un ago facile da infilare. Ecco perché ha senso dividere il carico di lavoro tra gli adulti e cercare di trovare modi creativi per distribuire il carico mentale.  Suddividere (e attenzione, non sto appositamente usando la parola “Delegare”) il carico mentale renderà molto più facile far fronte agli imprevisti.

 

Clicca qui se vuoi sapere quali sono i 10 motivi per cui DIVIDERE il carico mentale gioverà a TE, alla tua COPPIA, ai tuoi FIGLI e alla tua vita sociale  e lavorativa!

 

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